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Editoriale del 21/06/2024: L'intervista di Cellino su "La Gazzetta dello Sport"

L'intervista di Cellino a "La Gazzetta dello Sport" ha fatto discutere i tifosi del Brescia.

 

Nella giornata in cui la Nazione scopre di avere un grande campione in porta, ma una squadra mediocre, totalmente allo sbando contro una Spagna poco cinica, all'interno del maggiore giornale sportivo nazionale, in un articoletto che non occupa neppure mezza pagina, ecco il ritorno di Cellino sui mass-media. Dice di aver chiesto scusa ai tifosi del Brescia? Forse me lo sono perso... Comunque se i tifosi lo contestano, magari è per colpa dei suoi innumerevoli errori, soprattutto quelli a livello di gestione della comunicazione: troppo assente, troppe interviste "pilotate", dove schiva le domande scomode, ma anche troppe menzogne, senza contraddittorio.

A sua parziale difesa appare evidente che neppure per parlare a propria difesa, riesce a comunicare, un esempio per tutti: quando il Tribunale di Brescia gli ha sequestrato oltre 50 milioni di euro, lui non ha mai detto che le difficoltà culminate con la retrocessione erano legate a doppio filo ai suoi problemi giudiziari creati dal nulla dai Pm bresciani, come poi emerso grazie ad una Giudice per una volta, attenta e giusta nei confronti di un cittadino innocente.

Sempre a dare la colpa al Covid per le stagioni mediocri dopo la promozione in serie A del 2019, ma la rosa insufficiente era stata allestita ben prima dell'emergenza sanitaria. Appare paradossale che una piazza dove venivano a giocare campioni del Mondo, palloni d'oro, leggende del calcio, di cui tutti sappiamo i nomi, dicesse no al Brescia Calcio perchè non c'era il Centro sportivo che tra l'altro, non è proprietà del Brescia Calcio, ma dell'Immobiliare Aurora che l'ha semplicemente affittato alla società calcistica (per cui è un costo e non un cespite attivo per il club bresciano).

 

Il fatto poi che non si sia adeguato ai tempi, ovvero non sfruttare le leggi e spalmare i debiti legalmente per fare grandi squadre, denota un suo mancato adeguamento al calcio di oggi, perciò è un'aggravante! Non spiega perché dai radar sia sparito il bilancio relativo alla stagione calcistica 2022-23, cosa inusuale a livello nazionale, in pratica le ultime notizie certe sullo stato di salute del Brescia Calcio Spa risalgono al bilancio chiuso in perdita per circa 6 milioni, relativo alla stagione 2021-22, quella finita dopo i playoff promozione: una vita fa! Ovviamente Cellino non vuole vendere, mai ha voluto farlo, come scriviamo da sempre su questa storica testata libera, la prima a Brescia in assoluto, nata nel lontano 2000!

Di certo bluffa sullo stadio: vuol comprarlo, ma non ai prezzi stimati, ovviamente fuori mercato. Dice che cerca nuovi sponsor e passione dalla città, una città che è molto umorale, una città che ama la sua squadra, ma che soffre a vederla nelle mani di chi è stato accolto con fiducia, ma, dopo aver detto che avrebbe tolto Brescia dalla mediocrità, invece, quasi la spedisce in serie C dopo 40 anni! Brescia può riempire due stadi, lo ha dimostrato quando con il Cosenza, nel playout perso, lo stadio era esaurito da giorni, ma il Presidente deve meritarselo.

Ed ora andiamo al mercato: Borrelli per ora non è un grande campione, è una scommessa sulla quale Cellino ha investito oltre 3 milioni di euro, ma nulla di certo, come già scritto nelle ultime settimane. Gli acquisti, finora, sono anche quelli, una scommessa, pescati in improbabili campionati, senza grande esperienza. Ha confermato alcuni dei migliori, ma si parla sempre di una squadra giunta ottava, solo due altri acquisti appaiono insufficienti, a meno che non siano due giocatori di ottimo livello, magari con una grande carriera alle spalle, ma disposti a venire a Brescia a fare da chioccia ai giovani, in passato questi acquisti sono sempre stati l'oro della squadra, hanno portato esperienza, gioco e fatto crescere i giovani, oggi, invece non c'è questa figura in rosa. Non ha soldi per lo stadio, ma per comprare 25 milioni di diritti tv per la serie B li avrebbe? La chiosa finale appare un bluff come gran parte dell'intervista, si salva, forse, l'elogio a Maran, ma sappiamo che basta un episodio e l'allenatore viene esonerato, magari, come accaduto in Inghilterra, sbagliando a pronunciare il suo cognome...!

Alla prossima...

Massimiliano Lanzani Editore