Amarcord Juve Brescia 40 anni di sfide a Torino

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Amarcord Juve Brescia 40 anni di sfide a Torino
Amarcord Juve Brescia 40 anni di sfide a Torino

Era una TORINO grigia quella che si presentò davanti ai miei occhi il 22 febbraio 1981, una Torino svuotata da una fredda domenica invernale dei primi anni ottanta, tutto chiuso, Pizzeria e Ristoranti inesistenti, dopo una ricerca affannosa, mio padre trovò finalmente un bar dove pranzare con una pizza alta due centrimetri e larga 15 immangiabile.

Il Comunale di Torino era peggio del Rigamonti, nella curva non ci si poteva neppure sedere visto che i lunghi gradoni erano alti tra di loro pochi centimetri costringendo gli spettatori a stare in piedi.
ma a dispetto di una città triste in cambo c'erano fenomeni, giocatori che di lì ad un anno trascinarono l' Italia al Mundial '82, dopo aver conquistato lo scudetto con trapattoni in panchina.
Era una Juve già ammirata all' andata, quando però il brescia riuscì ad inchiodarla sull' 1 a 1.
Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Cuccureddu, Scirea ... era l' inizio della filastrocca che odiavo sentire ripetere dai miei compaesani che già odiavo, perché per me esisteva solo il Brescia e non capivo come un bresciano potesse idolatrare un giocatore di un' altra città: battaglia che ancora oggi combatto, con scarsi risultati, ma tanto onore. Io conoscevo a memoria la mia squadra: Malgioglòio, Podavini, Galparoli, De Biasi Guida, Venturi, Salvioni, Bergamaschi, Penzo, Iachini, Biagini,
Quella domenica andò male, Tardelli sbloccò subito al 7' il risultato, al 45' Marocchino chiuse il discorso.
Con il numero 10 il bresciano Prandelli.

Fu un altro bresciano con la maglia strisciata a sentenziare il campionato 1986-1987 decretando la retrocessione delle rondinelle al 78': era Ivano Bonetti, lo stesso che pochi anni prima, nel 1980, alla fine della partita della promozione in serie A mi regalò sul terreno del Rigamonti, i suoi pantaloncini, azione immortalata sulle pagine del Giornale di Brescia il giorno dopo. Passò per me dall' essere un eroe a giocatore bresciano più odiato di sempre.
La partita vide il Brescia rimontare l' iniziale rete di Serena al 4' con Gritti su rigore al 6', e poi la rete di Brio al 22' con Iorio al 41', il Brescia cercò la vittoria fino al vantaggio dei gobbi al 78', ma arrivò la sconfitta che ci condannò alla serie B.
Il Brescia arrivò a quella partita in piena lotta per non retrocedere, ma la chiacchierata vittoria dell' Empoli a Como decretò la sua retrocessione per un solo punto.

Il Brescia che si presenta a Torino il 18 ottobre 1992 è una grande squadra con i rumeni Hagi e Roducioiu in campo e Lucescu in panchina, infatti impone lo 0 a 0 in casa alla Juve di Roberto Baggio e Vialli allenata da Trapattoni, al ritorno arriverà addirittura la vittoria per due a zero.
Stagione comunque sfortunata per le rondinelle che retrocedono allo spareggio di Bologna contro l' Udinese.

Sconfitta con rimonta il 29 gennaio 1995, quando su rigore Eugenio Corini portò in vantaggio le rondinelle, poi Del Piero ed il rigore di Vialli all' 89' fissarono il 2 a 1 in quella che è la peggiore stagione del Brescia in serie A con soli 12 punti all' attivo.

Le rondinelle nel giro di poche stagioni si riprendono e tornano a giocare a Torino il 21 settembre 1997 quando Materazzi rivoluziona la squadra e schiera il Brescia senza Pirlo, Doni e Neri, consegnando la partita alla Juve che ne approfitta con l' autorete di Antonio Filippini al 7' ed i gol di Conte, Inzaghi e Del Piero, rimase all' asciutto un campione come Zidane.
Ancora una retrocessione per le rondinelle, di un solo punto rispetto al Vicenza e di due rispetto ad Empoli e Piacenza.
Scudetto con ampio margine, 5 punti, per la juve di Lippi.

Nell' era Baggio si assottiglia il divario tra le due squadre ed il Brescia, prima elimina dalla coppa Italia i bianconeri con una doppietta a Torino di Hubner ( 1 a 2 il risultato finale ) e poi
( rifilandole il pesce d' aprile, il 1.o aprile 2001) si permette di segnare uno dei più grandi gol della storia delle rondinelle con il lancio di Pirlo da 50 metri per Baggio che stoppando il pallone salta Van Der Saar in uscita e deposita in rete: la mancata vittoria costerà due punti alla Juve che si vedrà superata dalla Roma in volata a fine stagione, perdendo lo scudetto, mentre il Brescia con il settimo posto conquista per la prima volta un posto in Europa.

il 28 aprile 2002 la Juve è ancora impegnata nel testa a testa con la Roma che vincerà per un punto, mentre il Brescia è impelegato in fonda alla classifica, ma con il jolly dell' ultima partita con il Bologna da sfruttare per salvarsi, che vincerà tre a zero.
La Juve è spietata e non lascia scampo ad un Brescia rimaneggiato, la squadra di Lippi segnerà subito con Trezeguet all' 8', poi negli ultimi minuti Del Piero e Trezeguet con due gol a testa infieriscono sulla squadra di Mazzone.

Il 27 aprile 2003, la juve si vendica del due a zero subito all' andata a Mompiano e nel finale Del Piero all' 86' punisce i biancoblu che avevano recuperato la rete al 9' dello stesso Del Piero con il pareggio illusorio di Appiah all' 83'.
Scudetto agevole per i bainconeri, nono posto finale per la squadra di Mazzone che torna in Europa per la seconda volta nella sua storia, dopo l' eliminazione, avvenuta senza mai perdere, contro il Paris Saint Germain del campionato precedente, nella stagione successiva, solo il Villareal che poi arriverà in finale di Coppa Uefa, eliminerà la squadra bresciana.

il 26 ottobre 2003 i bianconeri con in campo l' ex Appiah, non danno scampo ai bresciani, con il gol in apertura di Nedved al 6' ed il raddoppio di Trezeguet al 45'.
Brescia ancora salvo a fine stagione, Juve di Lippi terza.

Con l' arrivo di Ibrahimovic e l' aiuto degli arbitri, come sentenzierà poi Moggiopoli, la Juve vince facilmente il campionato, ma poi le verrà revocato lo scudetto, a Torino, Trezeguet in apertura e l' autorete di Domizzi fissano il due a zero finale.
La squadra di De Biasi è vittima dei complotto di stampo mafioso che governano il campionato e verrà retrocessa in serie B.

L' ultima sfida a Torino è per la trentesima giornata del campionato 2010-2011 quando la Juve vince due ad uno contro un Brescia già in viaggio verso la serie B:
Krasic al 23' porta in vantaggio i bianconeri, pareggio di Eder al 41' e gol decisivo al 68' di Del Piero a chiudere l' ultima stagione in serie A delle rondinelle prima di questo campionato.

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